Cheratosi attinica: casi in aumento

Cheratosi attinica: casi in aumento

6 Dicembre 2018 News 0
Cheratosi Attinica: la diffusione

Cresce costantemente la diffusione della cheratosi attinica. A rilevarlo sono diverse analisi di recente pubblicazione, che valutano anche i costi economici della malattia.

Tra queste, ricordiamo il report Actinic Keratosis- Market Insight, Epidemiology and Market Forecast – 2027 realizzato dalla DelveInsight datato gennaio 2018 e il più attuale studio Use and Cost of Actinic Keratosis Destruction in the Medicare Part B Fee-for-Service Population, 2007 to 2015, pubblicato a novembre 2018 sulla rivista Jama Dermatology.

Cheratosi attinica: la diffusione

L’analisi della DelveInsight si è focalizzata su sette dei Paesi in cui i trattamenti per la cheratosi attinica appaiono più diffusi: Stati Uniti, Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Giappone. Il report rileva come in queste nazioni si prospetti un aumento dei casi di cheratosi attinica pari allo 0,85% entro il 2027.

La prevalenza della malattia risulta più alta negli Stati Uniti, dove la DelveInsight ha rilevato oltre 66 milioni di casi. In Europa, il record di diffusione della cheratosi attinica spetta alla Germania con oltre 8 milioni di pazienti, immediatamente seguita dal Regno Unito, in cui si contano più di 5 milioni di casi.

Dall’analisi emerge che la cheratosi attinica appare maggiormente diffusa tra la popolazione maschile rispetto a quella femminile. Tutti i Paesi presi in esame presentano questo trend, ad eccezione dell’Italia.

Anche lo studio Use and Cost of Actinic Keratosis Destruction in the Medicare Part B Fee-for-Service Population, 2007 to 2015 conferma l’incremento della diffusione della cheratosi attinica. Secondo il report, la percentuale dei trattamenti eseguiti dai soli infermieri e operatori sanitari liberi professionisti è passata dal 4,0% del 2007 al 13,5% del 2015. Inoltre, come evidenzia il Dottor Howa Yeung, principale autore dello studio, la cheratosi attinica rappresenta la diagnosi più comune nelle visite dermatologiche per i pazienti con età superiore ai 45 anni.